“Beata gioventù”: Gianmarco Cangiano, l’Insigne della Roma che ha iniziato a giocare a 4 anni

L’attaccante esterno classe ’01, figlio dell’ex calciatore Sasà Cangiano, fu prelevato dai giallorossi all’età di appena 9 anni

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Nella famiglia Cangiano la passione per il calcio si trasmette di padre in figlio, così come accade in quasi tutte le famiglie italiane. Così Salvatore Cangiano, per tutti Sasà, una carriera di venti anni da calciatore tra Serie D e la vecchia C (un campionato di C2 vinto con la Turris) e oggi tecnico del Colleferro (primo in classifica nel campionato di Eccellenza), l’ha trasmessa ai suoi due figli maschi: Riccardo, nato nel 1997, e Gianmarco, di quattro anni più giovane. Il primogenito gioca nel Palestrina in Eccellenza, mentre il minore è al suo settimo anno nel settore giovanile della Roma. Aveva appena 9 anni Gianmarco Cangiano quando fu notato dagli scout giallorossi: “Vennero a Palestrina degli osservatori a vederlo e mi proposero di andare a Trigoria per fargli sostenere un provino – racconta il padre –. Poco tempo dopo mi chiesero se ero propenso a questo trasferimento. Io mi ero trasferito in una regione come il Lazio proprio perché lui era molto bravo e aveva le carte in regola per entrare a far parte di una società professionistica. Appena mi dissero che avevano deciso di prenderlo ero contentissimo. Mi aspettavo che prima o poi arrivasse una chiamata importante”.

A muoversi in prima persona per Gianmarco fu il capo osservatori della società capitolina Stefano Palmieri: “Gli fu segnalato questo ragazzetto biondo e venne a vederlo all’opera da vicino. Fu proprio lui a chiamarmi per chiedermi di andare a fare una prova. Subito dopo il provino parlò con l’allenatore e mi disse che lo volevano immediatamente con loro”. Un giovane talento che non poteva passare inosservato perché quel talento aveva dimostrato di averlo fin da piccolissimo, come ricorda papà Salvatore: “Fin da quando aveva 4 anni era molto portato per questo sport. A quell’età decisi di portarlo in una scuola calcio in Sicilia, dove giocavo all’epoca, dove però mi dissero che solitamente prendevano i bambini con almeno 6 anni. Ma lui ad appena 4 anni iniziò a muovere i primi passi nelle scuole calcio. Quando poi arrivò il trasferimento alla Roma, si parlava bene di lui già da anni. Io ero sicuro che appena qualche squadra professionistica lo avesse notato, non se lo sarebbe fatto scappare”, sostiene con orgoglio.

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Nella scorsa stagione i Giovanissimi Nazionali giallorossi si sono laureati vice campioni d’Italia, dopo la finale persa 2-0 contro l’Atalanta. Cangiano ha ben figurato alle Final Eight, siglando 3 reti di pregevole fattura: “Viene da un anno straordinario. Quest’anno è partito per rifare bene tra gli Under 16”. Il suo presente è a tinte giallorosse e lo sarà anche il futuro. La famiglia è più che favorevole: “Noi siamo contentissimi che giochi nella Roma. Abitiamo a 40 chilometri da Trigoria, mentre lui vive da due anni nel convitto e frequenta il liceo scientifico sportivo. I giallorossi si occupano di tutto loro. Gianmarco si trova benissimo a Trigoria che è diventato un posto spettacolare. Lo ha detto anche Spalletti dopo il suo ritorno a Roma: il centro sportivo è diventato un luogo straordinario. Ci sono palestre, piscine e tutto ciò di cui i ragazzi possono avere bisogno”, afferma mister Cangiano.

Esterno d’attacco naturale, il classe ’01 preferisce a giocare a sinistra piuttosto che sulla fascia opposta pur essendo un destro naturale. Brevilineo e bravo a saltare l’uomo, possiede una notevole qualità tecnica che gli permette e una certa bravura nel calciare le punizioni. La fantasia e la rapidità gli consentono di fare del dribbling uno dei suoi punti di forza. Insomma, come dice Cangiano sr.: “E’ il classico esterno d’attacco. Dicono che assomigli a Insigne e Mertens, è facile fare paragoni del genere. Le qualità sono quelle e la struttura fisica è simile”. Due termini di paragone non certo casuali. Gianmarco, nato a proprio Napoli, è un grande tifoso della squadra partenopea e uno dei suoi idoli è Lorenzo Insigne. Altra grande passione che gli è stata trasmessa dal padre: “Lui è tifosissimo del Napoli, anche se la Roma ormai gli è entrata nel cuore. Ogni volta che entra in campo dà tutto per i colori giallorossi. Per il Gianmarco tifoso c’è la Roma subito dopo il Napoli”. E se un domani si ritrovasse in campo in un Roma-Napoli con indosso la casacca giallorossa?

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